SANTA CECILIA



Santa CECILIA di Stefano Maderno (1599) Estasi di Santa CECILIA di Raffaello Sanzio Santa CECILIA, venerata come Santa nella Chiesa Cattolica, fu martirizzata a Roma nel III secolo sotto l’impero di Marco Aurelio. Secondo la Passio  e le leggende, Cecilia sarebbe nata dalla nobile famiglia dei Caecilii.
Sposata al nobile Valeriano, lo persuase a conservare in comune la verginità e a convertirsi al cristianesimo insieme al fratello di lui, Tiburzio.
Tutti e due i fratelli furono presto accusati e decapitati per la loro fede. Cecilia stessa li seppellì nella catacomba di Pretestato. Ma poco dopo, accusata essa pure, fu fatta incacerare e quindi decapitata dal Prefetto della città, Almachio.
Cecilia venne sepolta nelle catacombe di San Callisto.

Nell' 821 le sue reliquie furono fatte trasportare da Papa Pasquale I nella chiesa di Santa Cecilia in Trastevere.
Nel 1599, durante i restauri della Basilica ordinati dal Cardinale Paolo Emilio Sfrondato in occasione del prossimo Giubileo del 1600, venne ritrovato un sarcofago con il corpo di Cecilia in ottimo stato di conservazione.
Il Cardinale allora commissionò a Stefano Maderno (1566-1636) una statua che riproducesse l'aspetto e la posizione del corpo di Cecilia così com'era stato trovato, statua che oggi si trova sotto l’altare centrale della Chiesa.

Cecilia patrona dela musica e dei musicisti è di data assai recente.
Negli Atti della Santa c’era la frase "Cantantibus organis Caecilia virgo in corde suo soli Domino decantabat dicens: fiat Domine cor meum et corpus meum inmaculatum ut non confundar" ("Mentre suonavano gli strumenti musicali (?), la vergine Cecilia cantava nel suo cuore soltanto per il Signore, dicendo: Signore, il mio cuore e il mio corpo siano immacolati affinchè io non sia confusa") parole che, trascritte senza "in corde suo", fecero pensare non più ad una melodia interiore ma ad una vera abilità musicale.
Dall’idea di una Santa musicista si passò facilmente a quella di Protettrice dei musici e dei cantori.
Tale era già festeggiata in vari luoghi del XVI secolo e così nel 1583 nacque l’Associazione di Santa Cecilia specie di confraternita dei musici con a capo Giovanni Pierluigi da Palestrina , per promuovere la buona musica Sacra; sussiste ancora oggi sebbene ormai senza influenza.
Dedicato alla Santa, nel XIX secolo sorse il cosiddetto Movimento Ceciliano, diffuso in Italia, Francia e Germania. Vi aderirono musicisti, liturgisti e altri studiosi, che intendevano restituire dignità alla musica liturgica sottraendola all’influsso del melodramma e della musica popolare. Sotto il nome di Santa Cecilia sorsero così scuole, associazioni e periodici.

Cecilia, in quanto patrona della musica e musicista lei stessa ha ispirato più di un capovolavoro artistico, tra cui l'Estasi di santa Cecilia di Raffaello, oggi a Bologna (una copia della quale, realizzata da Guido Reni, si trova nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma).
Ricordiamo ancora la Santa Cecilia di Rubens (a Berlino), del Domenichino (a Parigi), di Artemisia Gentileschi. In letteratura, Cecilia è stata celebrata specialmente nei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, in un'ode di John Dryden poi messa in musica da Haendel nel 1736, e più tardi da Hubert Parry (1889).
Altre opere musicali dedicate a Cecilia includono l'Inno a Santa Cecilia di Benjamin Britten, un Inno per santa Cecilia di Herbert Howells, una messa di Alessandro Scarlatti, la Messe Solemnelle de Sainte Cècile di Charles Gounod e infine Hail, bright Cecilia! di Henry Purcell.


Santa CECILIA di Domenichino (Louvre)