Il canto popolare e di tradizione alpina
(di Giorgio GALLO, baritono - 1997)

In tutto il mondo, la musica tradizionale rappresenta l'anima di un popolo.

E' la manifestazione più genuina della vitalità della gente, perché con la musica, il canto e la danza esprime la gioia, le passioni e i dolori che porta con sé fin dai tempi più remoti.
Nel nostro paese il canto di montagna si è sviluppato fino ad avere un proprio ruolo, destando l'interesse di attenti musicisti che hanno scoperto, in questo genere musicale, genialità armoniche particolari.
Le sue melodie, il più delle volte elementari, hanno affascinato celebri musicisti quali Michelangeli, Maghini, ecc…, che le hanno armonizzate ottenendo piccoli capolavori. Lasciando infatti i testi, spesso sgrammaticati, in lingua e nei dialetti delle varie regioni, hanno messo in evidenza la schiettezza della gente di montagna, aumentandone il fascino e l'immediatezza.

Anche le guerre che si sono succedute in questo secolo, combattute in gran parte sulle montagne, hanno suscitato negli alpini la voglia di raccontarne le gesta, inserendo questo tipo di canto nel filone del "canto alpino".

In tempi più remoti, quando non esistevano i giornali o, quanto meno, non erano alla portata di tutti, le notizie caratterizzate per lo più da fatti di cronaca, venivano comunicate dai cantastorie, dando così origine a canti popolari che si sono tramandati fino ai tempi nostri.
Un tipico esempio è la canzone "LE CARROZZE", in cui si racconta un episodio di tradimento, d'amore e di sangue, forse veramente accaduto.
Una parola va anche spesa sulla "villotta friulana", dove alla simpatia del dialetto si unisce una melodia che richiama l'eco delle valli alpine con la loro misteriosa profondità. Anche in questo campo vale la pena di segnalare "STELUTIS ALPINIS", capolavoro in questo genere musicale.

Purtroppo oggi questa espressione musicale risente abbastanza dell'invadenza della musica moderna ormai prodotta a livello industriale per far fronte ai vari festivals, concorsi, ecc…. Il più delle volte questo genere di musica risulta d'una banalità incredibile sia a livello testo che nella musica.

Noi "veci" cerchiamo vanamente di disintossicare i giovani e riconvertirli a questo genere di musica che offre, come effetto derivato, la riscoperta dell'amicizia ed il piacere di stare insieme.
Quando si canta in coro, lo sforzo di ascoltarsi, di fondere ed uniformare la propria voce a quella del vicino, crea veramente un legame che è genuina amicizia.

La musica "fatta" più che ascoltata, aumenta il nostro patrimonio culturale, ci distoglie dallo stress quotidiano e giova certamente all'invecchiamento.



Giorgio GALLO



Niella Tanaro 10/9/1995
Il nostro indimenticato Corista/Autore GIORGIO GALLO
insieme a Domenico CHIARI

La lupinella  La stella alpina  Il giglio di montagna  La genzianella
Fiori di montagna