Poulenc al pianoforte FRANCIS POULENC
(Parigi 7 gennaio 1899 - 30 gennaio 1963)

Compositore e musicista francese.
Fu membro del Gruppo dei sei, con Darius Milhaud, Georges Auric, Arthur Honegger, Louis Durey e Germaine Tailleferre.
Figlio di un industriale (suo padre era uno dei fondatori della Poulenc Frères, che diventò poi Rhône-Poulenc), fu precocemente attratto dalla musica, tanto da comporre a sette anni i primi piccoli pezzi, e avviato allo studio del pianoforte dalla madre, musicista lei stessa.
Parigino fino al midollo, della città amò e rappresentò musicalmente l'eleganza, l'energia e lo spirito.
La sua musica, antiromantica ma anche anti-impressionista, costituisce l'altra faccia del mondo rispetto sia a Wagner che a Ravel , e rimanda piuttosto allo stile popolare e vivace del music-hall e del cabaret, all'estetica di Satie e di Cocteau.
la tomba al Père lachaise Amò molto la poesia, in particolare Apollinaire ed Eluard, sui cui poemi, alla fine degli anni '30, compose la musica per molti recital.
La sua musica, di cui sono prevalentemente note la vivacità, l'allegria e il senso dell'invenzione e un dono innato per la melodia come totalità, ha però anche un versante religioso, dove si esprime una certa amarezza e un profondo senso del tragico, vedasi appunto SEIGNEUR.
È sepolto al Père Lachaise, a Parigi.




LA SUA MUSICA

La vivacità, l'indipendenza di spirito, la creatività di Poulenc si sono manifestate in una produzione numerosa e di generi alquanto diversi.
Da ricordare in particolare:
Opere: I dialoghi delle carmelitane (1957) e La voce umana (1959);
Opere buffe: Les mamelles de Tirésias (1947);
Opere religiose: Litanie alla vergine nera (1936);
Balletti: Les biches (1924);
Composizioni per pianoforte;
una consistente serie di opere per coro a cappella o gruppo vocale, sia sacre che profane.
la versione musicale della storia di Babar, l'elefante;
un concerto per organo.
         

(da www.wikipedia.it)