BLUE MOON
L'origine del termine Luna blu è molto antico: le prime testimonianze risalgono
a circa 400 anni fa in Inghilterra, dove soleva indicarsi con l'esclamazione
"una volta ogni Luna blu!" un fatto molto difficile a compiersi, se non addirittura
impossibile, come il nostro arcinoto "una volta ogni morte di Papa!".
La Luna blu ha presto popolato il magico mondo di fate, elfi e gnomi, che conoscevano e
custodivano il suo segreto: quello di tramutare il vile metallo in oro!
"Avere la Luna blu" vuol dire portare con sé tristezza e solitudine, così almeno
raccontano molte canzoni: tra queste la famosissima "Blue Moon
" di Bill Monroe.
Curiosamente, in alcune rarissime occasioni, la Luna divenne effettivamente blu
agli occhi dell'uomo.
Si ricorda questo fenomeno nel 1883, quando il vulcano
KRAKATOA in Indonesia esplose lanciando nell'atmosfera una grande quantità di polvere che fu
responsabile della strana apparizione.
Così anche nel 1927 e nel 1951 in America, sempre a causa della sospensione di
particelle, prodotte da grandi incendi boschivi.
Il KRAKATOA (in indonesiano: Krakatau) è un vulcano dell'isola indonesiana
di Rakata, nello Stretto della Sonda.
Conosciuto per le sue eruzioni molto violente, soprattutto per quella
che si verificò nel 27 agosto 1883 con una potenza equivalente a 200 megatoni provocando
il suono più forte mai udito sul pianeta, un boato che arrivò a 500 km di distanza.
L'esplosione polverizzò completamente l'isola sulla quale sorgeva il vulcano e scatenò
un'onda di maremoto alta 40 metri.
L'eruzione del 1883 fu tra le più dannose esplosioni vulcaniche nell'era moderna, classificata
con VEI pari a 6, equivalente a 200 megatoni di TNT - per fare un paragone, la bomba più grande
mai costruita dall'uomo, la bomba zar, ha una potenza di 50 megatoni.
Le onde d'aria generate dall'esplosione "viaggiarono" sette volte intorno al mondo, e il cielo
si scurì per i giorni successivi. L'isola di Rakata quasi cessò di esistere, dal momento che
oltre due terzi della superficie fu polverizzata, e il fondo dell'oceano che la circondava
fu drasticamente alterato. Due isole vicine, Verlaten e Lang, incrementarono la loro superficie.
La cenere vulcanica continua a costituire una parte significativa della composizione geologica
di queste isole.
L'eruzione generò tramonti spettacolari in tutto il mondo per diversi mesi successivi, a causa
del fatto che la luce solare si rifletteva sulle particelle di polvere sospese nell'aria,
eruttate dal vulcano nell'atmosfera.
L'artista inglese William Ashcroft realizzò centinaia di schizzi a colori dei
tramonti rossi intorno al mondo (generati dal Krakatoa) negli anni successivi all'eruzione.
Nel 2004 alcuni ricercatori supposero che il cielo, color rosso sangue, del famoso quadro
di Edvard Munch "L'urlo", realizzato nel 1893, sia in realtà una riproduzione
accurata del cielo norvegese dopo l'eruzione.
È stato anche ipotizzato che un'eruzione del Krakatoa sia stata la causa del cambiamento
globale del clima negli anni 535-536.
Inoltre, in tempi recenti, è stato sostenuto che è stata questa eruzione che ha creato le isole
di Verlaten e Lang (resti dell'originale) e l'inizio di Rakata - tutti segni di quella prima
caldera di Krakatoa, e non dell'eruzione che si presume fosse avvenuta verso il 416, di cui non
si hanno delle evidenze certe.
Dall'esplosione del 1883, un nuovo vulcano chiamato "Anak Krakatau" (Figlio di Krakatoa) si è
formato nella caldera del vecchio vulcano ed è stato oggetto di numerosissimi studi dal 1960.
Inoltre, è stato anche un caso di studio di island biogeography e founder populations in un
ecosistema formatosi dal suolo, virtualmente sterilizzata, certamente senza vita
macroscopica sopravvisuta all'esplosione.
Il vulcano è attivo e dal 1994 alterna momenti di attività a quiescenza, con occasionali
grosse esplosioni.
Dagli anni '50 del XX secolo è stato calcolato che il vulcano, proprio grazie a questa continua
attività, aumenta la sua altezza di circa 12 cm a settimana. Recentissimi studi del 2005 indicano
che l'attività di Anak Krakatau è in incremento continuo.
(da www.wikipedia.org)