SUI MONTI SCARPAZI
Il patrimonio dei "ricordi di guerra", scritti ed orali, che sono delle vere e proprie
autobiografie di trentini che vissero e subirono in prima persona i tragici eventi della
Guerra Mondiale, o ne sentirono parlare dai loro cari, spesso nelle lunghe sere invernali
attorno al vecchio focolare domestico, rappresentano un ineguagliabile tesoro che entra
nella leggenda della storia popolare semplice e genuina, tanto sono pieni di "humanitas".
Sono documenti da non disperdere o ignorare! I "diari di guerra" o di eventi particolari,
come, per esempio, le evacuazioni forzate di interi paesi, gli internamenti nei lager per
i "politicamente sospetti", le peripezie rocambolesche degli Italianski, i prigionieri
trentini in Russia, sono documenti autobiografici di vita e di esperienza vissuta sulla
propria pelle, nei quali la narrazione, spesso in italiano approssimativo con qualche
concessione al dialetto e con qualche termine in lingua tedesca, è talmente spontanea
ed avvincente che sembrano scritti ieri.
Essi, per un lungo periodo, hanno fatto parte di un patrimonio gelosamente custodito,
i cui autori o i loro familiari, non hanno mai divulgato per la tradizionale riservatezza
e ritrosia dei trentini che li consideravano qualcosa di "proprio", da tenere nel cassetto
del comò in camera da letto, sacro, da custodire. Ma essi sono le uniche autentiche fonti,
che raccontano degli spaccati particolari della vita dei trentini di quel travagliato e
tragico periodo della Prima Guerra Mondiale.
Le vicende raccontate o scritte sono soggettive,
ma non per questo meno apprezzabili. Esse sono da considerare dei veri documenti storici.
Questi "diari", dai risvolti inediti, bisogna leggerli in una certa chiave, bisogna comprenderne
il significato ed il messaggio, studiarne i risvolti psicologici e, quindi, metterli nella
giusta luce per valorizzarli e divulgarli. Sono la "Memoria Storica" dei protagonisti loro
malgrado.
La soggettività di ogni racconto è un pregio che, nella diversità delle esperienze e delle
situazioni affrontate, costituisce il filo conduttore che li lega l'un l'altro alla comune e
spesso amara, esperienza di una guerra totale e sconvolgente.