L'UVA FOGARINA
Moltissimi ricorderanno questa popolarissima canzone del folclore italiano.
Solo pochi invece ricordano il vino che si produceva con questo vitigno, ormai
relegato in pochi filari 'a piantata' della pianura reggiana.
E' in corso un progetto di re-diffusione della coltivazione di tale vitigno.
Intorno al 1920 il 'fogarina' era un vitigno importante
per l'Emilia-Romagna,
ma sul piano istituzionale non seguì l'iter per arrivare al riconoscimento come
varietà e alla sua iscrizione al Registro Nazionale delle varietà di viti.
Il vitigno fogarina dà un vino ricco di acidità fissa e volatile, usato da
taglio per dare vivezza di colore e serbevolezza, l'uva è dolce quando è ben
matura.
In uno scritto del 1905 di un certo Mossini di Guastalla si legge che la fogarina
sarebbe stata trasportata qualche secolo fa da un'alluvione del Po in un bosco di
Guastalla detto Fogarin, da cui il nome. Ma secondo Jacopo Ravà la denominazione
deriverebbe dal fatto che questa uva è capace di dare vigore, foco, alle altre
uve più scadenti, le quali da sole darebbero vini fiacchi e poco serbevoli.